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Come mi sono preparata all’esame da avvocato negli Stati Uniti

  • Abeba Carlan
  • 14 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 29 gen

Prepararsi all'esame di abilitazione alla professione forense negli Stati Uniti ha presentato le sue sfide, comprese quelle legate alla pandemia. A settembre 2020, indossare la mascherina era ancora obbligatorio, quindi è stato un aspetto che ho dovuto considerare durante la preparazione. A dire il vero, coprirmi il naso con sciarpe o passamontagna è un fastidio che ho sempre cercato di evitare a tutti i costi, ma per l'esame non c'era scelta: indossare la mascherina per diverse ore era un obbligato. Quindi, mi sono dovuta allenare. Lo stesso vale per le pause: sprecare tempo prezioso in spuntini o pause bagno non era un'opzione, quindi ho modificato la dieta nei giorni d'esame per soddisfare queste esigenze.

 

Prima dell'esame, ho sostenuto 3 prove simulate. Ho acquistato 3 set di domande MBE somministrate in esami precedenti, mi sono chiusa nel mio ufficio e ho risposto a 100 domande dalle 8:00 alle 11:00; tre giorni dopo ad altre 100 domande, sempre dalle 8:00 alle 11:00; ed una settimana dopo a 200 domande. Il tempo tra le simulazioni è stato utilizzato per il ripasso. Per tutte le simulazioni, ho stampato un foglio di risposte a bolle (come prevedeva l'esame), ho indossato una mascherina ed un abbigliamento formale (niente pigiama), ho spento il telefono ed evitato qualsiasi interruzione. Ho pianificato la terza prova come fosse il giorno dell'esame, rispondendo a 100 domande dalle 9:30 alle 12:30 ed altre 100 dalle 13:30 alle 16:30, con uno spuntino veloce durante la pausa pranzo.

Ho sostenuto i test simulati un paio di settimane prima dell'esame e li ho superati tutti e tre, in base al punteggio grezzo.

 

Ho risposto ad alcune domande a risposta multipla durante il processo di memorizzazione, ma non ho utilizzato il metodo che prevede di imparare dagli errori, perché avrebbe richiesto troppo tempo. Al contrario, rispondere a domande MBE reali mi ha aiutato a capire a che punto mi trovavo nella preparazione ed a concentrarmi sui punti deboli nei giorni immediatamente precedenti l'esame. Questo approccio mi ha permesso di acquistare maggior sicurezza.

 

Per quanto riguarda il processo di studio, ho potuto concentrarmi a tempo pieno sulla preparazione all'esame per quasi 5 mesi, invece dei 4 inizialmente previsti. All'inizio di Maggio (per rispettare le norme di distanziamento), lo Stato di Washington ha suddiviso la sessione di Luglio, creandone un'altra all'inizio di Settembre. Dovendo volare a Tacoma, ed essendo a Maggio la situazione del Coronavirus ancora critica, ho deciso di optare per la sessione in presenza di Settembre. Sono stata fortunata: il rinvio mi ha aiutato non solo con il volo e l'alloggio, grazie ad una diminuzione dell'intensità della pandemia durante l'estate, ma anche con la preparazione, potendo contare su 5 settimane aggiuntive di studio intenso.

 

In quei mesi ho seguito il metodo CARMA: Comprendere, Organizzare, Ripetere, Memorizzare e Applicare. La fase di Organizzazione consisteva nel creare i miei schemi. Avendo una memoria fotografica, ho bisogno di visualizzare i contenuti. Appunti dettagliati e schematici sono diventati una necessità sin dall'inizio della mia carriera accademica. Nel 1998, dopo aver frequentato alcune settimane del corso di laurea magistrale in lingue e letterature straniere, mi sono resa conto che il metodo del liceo non poteva funzionare. Al liceo, gli esami erano frequenti e si concentravano su poche decine di pagine. All'università, vi erano solo 3 sessioni d'esame all'anno e centinaia di pagine per esame. Inoltre, non c'era obbligo di frequenza o numero di esami per semestre; le tasse universitarie venivano pagate annualmente, indipendentemente dai risultati. Questo era certamente vantaggioso dal punto di vista finanziario, ma un incubo organizzativo. Tre mesi sembrano eterni, ma passano in un lampo quando hai 600-700 pagine o più da studiare. In breve, la necessità mi ha costretto ad imparare ad organizzare il tempo e ad affinare il modo di prendere appunti. Così, ho iniziato a trasformare le noiose, piatte ed omogenee pagine dei libri di testo in appunti di natura espositiva ma dalla forma schematica, più facili da memorizzare. Ho usato questo metodo anche durante gli studi di giurisprudenza (vedi esempio. Non è sofisticato ma efficace).


Appunti scritti a mano su due fogli bianchi a righe, inchiostro blue e sottolineature in rosso


Tra l'altro, in Italia, nemmeno la facoltà di giurisprudenza aveva frequenza e numero di esami semestrali obbligatori (come avviene invece negli Stati Uniti) e la quantità di materiale didattico era uguale, se non maggiore, rispetto alla precedente laurea magistrale.

 

In conclusione, ho avuto successo: a) seguendo l'approccio CARMA, che si concentra prima sulla memorizzazione e poi sull'applicazione; b) utilizzando appunti dettagliati e schematici; e c) simulando il più fedelmente possibile le condizioni d'esame.

 

Detto questo, dovremmo tenere presente che una brutta giornata legata ad un malessere fisico, un disagio emotivo od altri fattori esterni può avere un impatto catastrofico sul risultato. Ecco perché un pizzico di fortuna è sempre necessario, indipendentemente dalla preparazione. Quindi, buono studio ed ... in bocca al lupo!

 
 
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